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Visualizzazione dei post da 2017

'Nel giardino dell'orco' di L. Slimani

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Ho visto la copertina e mi è sembrato un romanzo erotico. 
Ho letto la trama e mi è sembrato un romanzo erotico.
Mi sono immersa nelle prime pagine e mi è sembrato un romanzo erotico. Un incipit diretto, crudo, che non lascia spazio all'immaginazione.

Tuttavia, lo stile narrativo è da subito apparso agli antipodi di tale genere letterario: frasi brevissime, spezzettate, spesso senza verbo. Troppo aride per un erotico. Un abuso della parola "sesso" per riferirsi ai genitali. Tempo verbale al presente, come qualcosa che si ripropone, si ripete, rivive, allo stesso modo in cui si ripresenta il comportamento compulsivo della protagonista.
Alcuni aspetti della storia mi hanno davvero irritato: il modo in cui Adèle si rapporta al marito, come se non esistesse; il modo in cui il marito sembra completamente cieco alla realtà parallela che non vuole vedere; il modo in cui Adèle tratta il suo corpo, portandolo all'estremo, provandolo, torturandolo, annientando qualsiasi grido fisi…

I giovani e la ricerca

Su Terre di Campania parliamo del bello della nostra regione.
Ecco perché ci occupiamo anche delle ricerche svolte negli Atenei campani.
Qui spieghiamo la ricerca della Dott.ssa Laura Sagliano, del Dipartimento di Psicologia dell'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli".

I giovani e la ricerca. La tDCS, la ricerca della Dottoressa Sagliano.

La ricerca è di tutti: avviciniamoci a questo mondo che sembra lontano e sconosciuto.





Melodia

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Guardò la copertina del disco abbandonandosi alle note che si susseguivano con maestria. Erano note sole e isolate, desolate. Anche lei si sentiva una nota: immaginò di fluttuare nell’aria, propagandosi in cerchi concentrici. Era leggera, in cerca di un orecchio che la cogliesse. Tuttavia, se chiudeva gli occhi, si accorgeva che le note si tenevano compagnia stringendosi le mani in sequenza. Legate insieme, non erano più brevi e fugaci suoni, per certi versi insignificanti; creavano un’armoniosa melodia che danzava in punta di piedi sulle corde del suo sentimentalismo più profondo, facendolo vibrare. E quelle vibrazioni risuonarono partendo dall’ultima cellula del suo corpo, passando attraverso i battiti gravi del suo cuore, che tenevano il ritmo. Attraversarono le sue mani delicate, facendo tremare le dita affusolate. Giunsero, infine, agli occhi, che continuarono a fissare, immobili, la copertina dell’album e lo vedevano sempre più sfuocato. Le lacrime formavano uno specchio traspar…

'Un treno pieno di vento' di Rae Meadows

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Ogni tanto mi godo il piacere di setacciare i banchi impolverati dei mercatini all'aperto, alla ricerca di trofei, meglio se sconosciuti, a basso prezzo.
Cercando cercando, ho imparato, però, a prestare sempre una certa attenzione alla casa editrice: in questo caso, ho interpretato la scritta "Rizzoli" in fondo alla copertina come sinonimo di una certa garanzia (nonostante il refuso di Una piccola storia ignobile, che, mio malgrado, difficilmente riuscirò a dimenticare!).

La trama, letta come sempre distrattamente, mi era parsa interessante: delineava, come suggerito dal titolo, uno scenario di bambini, orfani o in condizioni disagiate, trasferiti dalla New York dei primi del Novecento verso fattorie dislocate nel resto degli Stati Uniti, su lunghi treni pieni di visini impauriti. 
Molto più attinente alla storia, posso affermare alla fine del romanzo, il titolo originale: Mothers and daughters.
Intenso, ineluttabile, unico e sempre diverso appare, infatti, il legame che uni…

'Le ho mai raccontato del vento del Nord' di Daniel Glattauer

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Trovato nelle promozioni in libreria, non mi ero lasciata intimidire dal titolo non molto convincente (e tanto simile a L'eco lontana delle onde del Nord, con cui non ha nulla in comune): la trama, al contrario, mi aveva davvero incuriosita. In effetti, ritengo che il titolo non sia abbastanza evocativo. Ciò che riguarda il Nord, però, lo devo ammettere, mi piace.
Ad ogni modo, questo è stato un vero record: un libro letto in soli due giorni (ovviamente, due giorni di lavoro full-time affiancato alla dura vita da pendolare).
Veniamo al dunque: un uomo e una donna cominciano, per caso, a scambiarsi e-mail e continuano a farlo, per scelta. Il resto bisogna leggerlo per capire quanto le pagine siano ipnotiche e totalizzanti, esattamente come la dinamica che si stabilisce tra Emmi e Leo, la quale condiziona l'andamento della quotidianità ed influisce su tutte le sfere della loro vita. Un diversivo dalla realtà, dunque, questo gioco: lei che cerca di evadere da una vita tranquilla, rou…

'Sono contrario alle emozioni' di Diego De Silva

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Quasi quasi ci prendo gusto ad accettare i libri in prestito. Come per Non è la fine del mondo, anche l'avvicinamento al geniale De Silva mi è stato caldamente suggerito, enfatizzato da un vivido entusiasmo. Il volumetto è giunto a me dopo una distensiva chiacchierata di confronto su libri letti e da leggere. Quanto può rendermi felice una tale conversazione? Impossibile quantificare.
Avevo già in libreria "Non avevo capito niente", ma qualche anno fa i monologhi dell'avvocato Vincenzo Malinconico, a dire il vero, un po' mi annoiavano. Blasfemia? Sicuramente quelli di De Silva costituiscono una tipologia di romanzo molto diversa da ciò che leggo di solito (narrazioni classicamente intese, seppur con le varianti del caso). Piccoli capitoli con titoli assai evocativi si susseguono, presentando un'alternanza di monologhi, lotte conversazionali con se stesso, dialoghi con lo strizzacervelli e brevi accenni a vicende relative alla sfera relazionale del protagonista.…

'Non è la fine del mondo' di Alessia Gazzola

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Mi piace molto quando qualcuno mi consiglia un libro. 
La gioia della condivisione è contagiosa. E poi un libro rispecchia sempre una sfumatura della persona che lo ha scelto: è come se potesse aiutarci a conoscere meglio quella persona.

Senza cadere in ulteriori divagazioni, è facile intuire che questo romanzo mi è stato prestato; e questo è stato di certo un modo per sfatare la mia rigidissima convinzione secondo la quale non posso leggere un libro se non è di mia proprietà. E' che mi infastidisce non poterlo fare mio: sottolineare, piegare i lembi della pagine, prendere appunti, renderlo un prolungamento del mio corpo.
Eppure non ho potuto rifiutare. "Non sarà la fine del mondo", ho pensato (in maniera involontariamente assai pertinente), accettando lusingata l'invito, al candido: «La protagonista assomiglia tanto a te!».

Comincio a leggere e capisco di trovarmi di fronte ad una favola moderna. Non mi dispiace affatto, in questo momento. 
Effettivamente, man mano che s…

Perchè Libro vuol dire Libero?

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Perché un libro libera la mente: favorisce la conoscenza, affina le capacità critiche, promuove la diffusione di pensieri e di idee.

Perché un libro libera la fantasia: è un viaggio in mondi lontani nel tempo e nello spazio, eppure raggiungibili in qualsiasi momento.  


Perché un libro libera il corpo: durante la lettura, dona rilassatezza alle membra.

Ecco, quindi, lo scopodel blog: solleticare l'immaginazione attraverso i racconti e condividere le emozioni suscitate da libri che rapiscono la mente.

Chi sono

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Signori si nasce

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Cantine aperte: ma che bella iniziativa!
Vado con gli amici a visitare la più antica cantina irpina. 

Sotto un vivido sole di maggio che mette a dura prova le capacità attentive, ascoltiamo incuriositi un po' di storia. 
Il gruppo di visitatori è rivolto, compatto, verso l'oratore. Ma due note stonate si impongono alla mia vista. Una donna, sulla cinquantina, seduta sul muretto, con le ginocchia tirate al petto e grandi occhiali neri, rivolge il viso al sole; ha i lobi adornati da due grandi orecchini dorati e sfoggia un abbigliamento che, a primo impatto, appare curato. Subito davanti a lei, un bambino, di circa otto anni, con riccioletti biondini a caschetto, fotocopiando l'atteggiamento alternativo della donna, siede con la medesima postura.
Finalmente il gruppo gode di un po' di frescura nel proseguire il percorso all'interno della cantina umida; segue le spiegazioni della guida che intanto continua ad illustrare storia, luoghi, strumenti e produzione della bevand…

La rinascita

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Sergio si recava al lavoro tutte le mattine con lo stesso autobus. Era molto stanco della vita da pendolare: unico aspetto che quasi esclusivamente, conferendogli un'aria stanca, pesava sull'età che dimostrava. Aveva i capelli bianchi e leggermente radi sullo scalpo; alcune mattine preferiva indossare gli occhiali scuri per nascondere le occhiaie, mentre proprio mai riusciva a nascondere ai suoi occhi quel tremore alla mano sinistra che lo affliggeva e lo faceva sentire tremendamente, inesorabilmente vecchio.
Nessuno avrebbe notato quel tremore, se solo avesse evitato di utilizzare in maniera preponderante la mano in questione: sembrava, al contrario, voler sottolineare la sua sofferenza, come un tentativo di sventolare bandiera bianca al cospetto della vita, accettando quella croce con rassegnata autocommiserazione.
Tuttavia, si rendeva assolutamente evidente una sola caratteristica che stonava con il suo atteggiamento altrimenti passivo: il portamento.
Chiunque avrebbe potu…

'Mi sa che fuori è primavera' di Concita De Gregorio

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Non avrei potuto rimanere indifferente a questo titolo, dato che da anni seguo assiduamente Chi l'ha visto
Il programma, naturalmente, ha poco di romanzato. I parenti delle persone scomparse sono visibilmente sofferenti, dilaniati, disperati; ma tali emozioni convivono con lo stampo giornalistico-d'inchiesta della trasmissione solo in quanto difficilmente dissimulabili durante le ricostruzioni dei fatti, nelle testimonianze, negli appelli.

Tutta l'emozione associata alla perdita di due figlie che sia intelleggibile, comprensibile, contenibile, sopportabile, afferrabile, immaginabile, ti assale, al contrario, fin dall'apertura del libro. Due figlie, due gemelle di sei anni, di cui non si ha più alcuna notizia. 
Irina è una em shakula, una thakla, una vilomah, una charokammenos, ovvero una madre che perde un figlio, come è possibile indicare, rispettivamente in ebraico, in arabo, in sanscrito ed in greco moderno. Non esiste una parola corrispondente nelle diverse lingue e…

'Il buio oltre la siepe' di Harper Lee

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Ho sentito parlare molto di questo romanzo.  Quando Harper Lee è venuta a mancare mi sono imbattuta in un breve servizio al telegiornale, di cui ricordo soltanto il fotogramma di un affascinante Gregory Peck sotto il tipico porticato di una casa statunitense. Il volume era già nella lista di titoli in cui a breve mi sarei immersa. 
Ma che grande sopresa che è stato questo meraviglioso romanzo. Sapevo che trattasse di discriminazione e così credevo, erroneamente, che avrei letto una storia pesante, difficile da seguire. Mi sbagliavo completamente. Sono gli occhi di bambina a raccontare il tutto; gli occhi di una bambina impertinente, sveglia ed intelligente, Scout, che fa coppia fissa con il fratello, Jem.  E' stato proprio il modo innocente e semplice di raccontare fatti così dolorosi a farmi innamorare.  E' un racconto da cui si può facilmente trarre spunto per approfondire delle vicende: le conseguenze della guerra di secessione, la difficoltà di rinunciare alla schiavitù quale …